TRADIZIONI

Processione del Venerdì Santo a Ortona, un rito unico

Processione

Il 21 aprile è la data – quest’anno particolarmente “alta” – della Pasqua cristiana; tante sono le tradizioni di Ortona, ma merita un racconto a parte quella della processione del Venerdì Santo.

Un rito religioso molto particolare

La processione del Venerdì Santo di Ortona rappresenta una sorta di unicum nell’ambito di questa celebrazione. Già solo in Abruzzo non mancano processioni molto suggestive, da quella di Chieti a quella di Sulmona, dalla rappresentazione teramana a quella di Lanciano; eppure il rito di Ortona assume un particolare carattere simbolico, soprattutto in questo periodo, avendo come assoluta protagonista la donna.

processione venerdì santo - Corteo

La processione del Venerdì Santo e la città

Il caso della processione del Venerdì Santo di Ortona è infatti particolare proprio per il ruolo importante rivestito dalle fedeli. Circa duecentocinquanta donne, vestite a lutto stretto, accompagnano il corteo per le vie della città. Oltre al coro, esse figurano come portatrici di lampioni, dei cuscini cerimoniali e dei talami che raffigurano la Passione di Cristo. Il passaggio della processione è particolarmente sentito; infatti chi vi partecipa, per qualche ora sembra trasportato in un’epoca antica, lontana dalla velocità e dal chiasso della nostra. La folla che si assiepa ai bordi della strada, le persone affacciate ai balconi, i partecipanti stessi, tutti se ne stanno in religioso e partecipe silenzio. Questo a testimonianza di un momento di raccoglimento che, al di là del credo e della fede, costituisce un’occasione di partecipazione e di unione di tutta la città.

Rinascita di una tradizione

La tradizione della processione del Venerdì Santo, con la figura della donna al centro, ha ripreso particolare vigore specie negli ultimi anni. Va detto anche che la schiera di figuranti, assente per lungo tempo, fu reintrodotta con la fine del secondo conflitto mondiale. Quella fu un’importante occasione di raccoglimento, in una città sconvolta dal Natale di sangue del 1943, con la città teatro della Battaglia di Ortona. Il fatto di scendere in strada per celebrare il rinnovato rito, fu forse più dettato dal bisogno di ricominciare a vivere e di tornare alla normalità, celebrando il tutto con una sorta di catarsi collettiva.

La processione del Venerdì Santo e le vedove del mare

Le donne di Ortona vestite a lutto ricoprono però un ulteriore significato. Infatti, anticamente, la processione del Venerdì Santo, era anche il momento in cui si riunivano in corteo le cosiddette Vedove del Mare. Erano queste le mogli dei pescatori di Ortona usciti in mare e che mai più avevano fatto ritorno. Le donne quindi sono assunte a simbolo quasi archetipico del lutto, sostenute anche dal coro che intona il Miserere di Francesco Paolo Masciangelo, composizione che alterna continuamente la parte maschile a quella femminile. Quest’anno il coro del miserere, costituito dai cori riuniti della città, sarà diretto dai Maestri Monia Marrone e Gabriele De Guglielmo.

La processione all’alba

La processione del Venerdì Santo è preceduta da alcuni immutabili riti. All’alba un’altra processione, più intima e raccolta, si sposta con i fedeli più devoti dalla Chiesa del Purgatorio alla Madonna delle Grazie. Nel più assoluto silenzio, i talami, i cuscini e tutto ciò che sarà portato la sera in processione, viene benedetto. Sarà proprio la chiesa della Madonna delle Grazie a fare da punto di partenza e di arrivo al corteo che si muoverà alle venti.

Processione del Venerdì Santo - La locandina

Orari e location

L’appuntamento con la processione del Venerdì Santo di Ortona è per le venti del 19 aprile, alla chiesa della Madonna delle Grazie. Un’occasione che, al di là della fede, offre la possibilità, attraverso soprattutto il ruolo femminile, di ripercorrere la storia di una città.

Processione del Venerdì Santo a Ortona, un rito unico ultima modifica: 2019-04-19T09:00:09+02:00 da Andrea La Rovere

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