STORIA

Villa Rogatti, la storia della Maestra Maria Montefalcone

Villa Rogatti - scuola

Per la storia che vi raccontiamo oggi bisogna fare due spostamenti, nello spazio e nel tempo. Il primo piuttosto breve, ad appena sette chilometri da Ortona, ci porta a Villa Rogatti.

La Maestra di Villa Rogatti

Già, perché la storia di oggi si svolge a Villa Rogatti, una delle numerose ville di Ortona. E se lo spazio da percorrere è piuttosto breve, lo spostamento nel tempo è molto più grande. Dobbiamo infatti tornare negli anni ’30 del novecento, e da lì percorrere un arco temporale che si conclude nel 1974. La storia di oggi è quella di Maria Montefalcone, la Maestra, come a Rogatti la chiamavano tutti.

Villa Rogatti, la storia

Villa Rogatti è, come detto, una delle tante frazioni di Ortona. Sorge a 145 metri sul livello del mare e, attualmente, è abitata da poco meno di trecento persone. Le prime notizie risalgono al ‘600 quando, nei registri parrocchiali di Caldari se ne fa cenno come Ruatti o Rugatti. Ma la prima occasione in cui si nomina Villa Rogatti è l’Onciario del 1751. Negli anni trenta, nel pieno dell’odioso ventennio fascista, Villa Rogatti contava circa quattrocento abitanti e non c’era nemmeno una scuola  elementare.

villa Rogatti - interno

Maria Montefalcone e la scuola elementare

Ed è qui che la storia di Villa Rogatti si incrocia con quella della Maestra Maria Montefalcone. La donna faceva parte di un’antica e rispettata famiglia di Ortona ed era arrivata nella piccola frazione per seguire il marito. Fu lei a capire che Villa Rogatti aveva bisogno di una scuola elementare e che solo l’istruzione poteva forse preparare la nuova generazione a riscattarsi dalla miseria della tragica dittatura. La scuola elementare più prossima a quel tempo era a Villa Caldari. Montefalcone la inaugurò negli anni trenta e la ressa, da sola, fino agli anni sessanta, passando attraverso i cambiamenti – ora drammatici, ora entusiasmanti – del nostro paese.

L’istruzione ai tempi del ventennio

Dato lo scarso numero di abitanti di Villa Rogatti, Maria si trovò a gestire una pluriclasse, una classe, cioè, composta da alunni di età diverse. Sotto la dittatura fascista le materie erano le seguenti: religione, lettura ed esercizi scritti di lingua, aritmetica e contabilità, lavori donneschi e manuali, nozioni varie e cultura fascista. Proseguendo nei corsi si aggiungevano altre discipline: disegno e bella scrittura, canto, ortografia, lettura espressiva e recitazione, geografia, storia e cultura fascista, scienze fisiche e naturali, igiene, nozioni di diritti ed economia ed educazione fisica. Sicuramente oggi alcune di queste materie possono far sorridere o fare orrore, tuttavia il periodo storico era quello e Maria Montefalcone può ritenersi quasi una figura romantica se non eroica.

Al servizio della comunità

Per contestualizzare ulteriormente la situazione, si pensi che la disciplina e l’igiene personale costituivano materie a sé, soggette a giudizio che, per la cronaca, andava da insufficiente a ottimo. Le lezioni si tenevano in casa di Montefalcone, mancando un edificio preposto allo scopo. La Maestra era a disposizione degli abitanti di Villa Rogatti praticamente per tutto il giorno e tutti i giorni, divenendone presto solido punto di riferimento. Mattino e primo pomeriggio erano dedicati alle lezioni, il tardo pomeriggio invece a chi aveva bisogno di scrivere una lettera, o di un ricamo. O semplicemente di un consiglio. La sera era dedicata alla chiesa, col coro o col rosario. Vista con gli occhi di oggi può sembrare una routine rigida e opprimente, ma per Maria Montefalcone era un vero onore servire la società.

Villa Rogatti e la guerra: una storia di distruzione

Durante la Seconda Guerra Mondiale Villa Rogatti pagò, come tante altre località abruzzesi – a partire da Ortonadure conseguenze. Maria Montefalcone, come molti altri, fu sfollata e ospitata per un periodo a Matera. Quando, nel 1944, decise di tornare, alla fine di un viaggio avventuroso condotto su mezzi di fortuna quando non a piedi, trovò una situazione desolante. Innanzitutto era vedova – il marito era stato ucciso dai nazisti – e Villa Rogatti era pesantemente provata dai bombardamenti. Nonostante tutto Maria si fece carico personalmente della ricostruzione civile e morale.

L’Italia del boom: riprendono le lezioni

Tornata a Villa Rogatti convinse, una per una, le famiglie a far tornare a scuola i ragazzi. All’inizio usando solo un vecchio abbecedario, e successivamente coi nuovi e più moderni testi, riprese le lezioni. Fu lei a insegnare alle donne, chiamate per la prima volta al voto, come affrontare questo nuovo diritto nel referendum del 1946 e poi alle elezioni del 1948. Era l’Italia della ricostruzione e poi del boom, un periodo di grandi cambiamenti ed entusiasmi che Montefalcone gestì mantenendosi sempre al passo con le innovazioni dell’istruzione.

villa Rogatti

L’esempio di Maria Montefalcone

Maria Montefalcone morì il 24 luglio del 1974, a 73 anni, dopo una fulminante malattia. Per tutti era la Maestra e il suo ricordo ancora oggi è vissuto con affetto e calore dagli abitanti di Villa Rogatti. Una figura da raccontare, perché non vada perduta l’opera prestata alla società in vita e presa a esempio in un periodo storico dove si sente la mancanza, spesso, di personalità di eguale dirittura e levatura morale.

Villa Rogatti, la storia della Maestra Maria Montefalcone ultima modifica: 2019-06-14T09:00:31+02:00 da Andrea La Rovere

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