GLI ORTONESI RACCONTANO ORTONA

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Giulia Capuzzimato, il teatro e Ortona: l’intervista

Giulia Capuzzimato

Torniamo a parlare di teatro, una piccola realtà molto viva ad Ortona, e lo facciamo intervistando una promettente attrice, cantante e ballerina: Giulia Capuzzimato.

Hai studiato prima danza e poi recitazione e canto. Qual è stata la tua prima passione tra queste discipline e come è nata?

«La mia prima passione è stata la danza ma da quando ero piccola ho sempre respirato ed ascoltato musica. Andavo ai concerti di mio padre che avevo meno di un anno ed ero tranquilla, riuscendo persino ad addormentarmi in qualunque situazione. Poi, diventata più grande, una sera ho assistito alla messa in scena di Aggiungi un posto a tavola a cura dell’ Accademia dello Spettacolo e mi sono letteralmente innamorata di quel mondo, il musical, che racchiudeva le mie passioni. Spinta da questa folgorazione a 11 anni mi iscrissi presso L’Accademia dello Spettacolo cominciando a frequentare i corsi di Canto con il M° Gabriele de Guglielmo e Recitazione con il M° Tommaso Bernabeo e la M° Alessia De Guglielmo. In Accademia sono cresciuta e ho iniziato a muovere i miei primi passi sulle tavole teatrali seguendo la mia passione.»

Giulia Capuzzimato Primo Piano

La tua passione ti ha portato a studiare spesso lontana da casa. È stato difficile?

«Stranamente no, perché è stata una cosa che ho desiderato e ho realizzato in completa autonomia. Non ero ancora diplomata al Liceo Linguistico e avevo già preso contatti per il provino di ammissione All’ Accademia di Arti Drammatiche Teatro Senza Tempo di Roma senza dir niente a nessuno. Quando ho ricevuto la mail di conferma per il provino, qualche giorno dopo l’esame di maturità, l’ho comunicato ai miei genitori. Loro sono letteralmente caduti dalle nuvole poiché pensavano che il mio fosse un “capriccio” e non una reale scelta di vita. Il 21 Luglio 2016 sono partita per la capitale piena di speranza ma non immaginavo che sarei riuscita nel mio intento. Il sogno pian piano prendeva sempre più corpo e io non me ne rendevo ancora conto.
Vivere da sola in una metropoli come Roma a 19 anni non è stato semplice, anche perché io ero la piccolina del corso, erano tutti più grandi di me, con esperienze di vita diverse dalla mia. Ma con tutte le difficoltà che ho avuto non mi sono mai pentita della mia scelta spinta dalla mia passione. Non fraintendermi, la mancanza di casa si è sentita parecchio, ma con la voglia che avevo di rendere sempre più realtà il mio sogno pesava un po’ meno.»

Sappiamo che durante la messa in scena di “Sogno di una notte di mezza estate” ti sei innamorata… di Shakespeare e della letteratura! Ci vuoi parlare di quest’altra tua passione?

«Per un attore è importante avere un bagaglio ricco dei più svariati generi teatrali ma anche letterari. Eppure Shakespeare mi ha letteralmente folgorato con le sue opere perché il suo linguaggio e il modo di far interagire gli attori. Il modo in cui sveste i suoi personaggi e li mette a nudo con tutte le paure e sentimenti lo rende sempre attuale e vicino alla nostra epoca. Un altro autore a me caro è Pirandello. Pur essendo temporalmente distanti viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda. Volevano entrambi mostrare la realtà rappresentandola in forma metaforica dando vita al ”metateatro”. Per me sono due autori cardine nella mia carriera perché, portando in scena le loro opere, inconsciamente ho dovuto affrontare le mie paure ed insicurezze usandole come mezzi di crescita personale ed attoriale.»

Hai già partecipato a vari spettacoli; per quale genere – commedie brillanti, drammatiche, musical – ti senti più portata?

«Per ora ho spesso affrontato ruoli drammatici, e ruoli nei  musical. Quello che vorrei approfondire è la commedia brillante, pur sapendo però che il mio unico amore e la mia vocazione resta il musical.»

Giulia Capuzzimato Ballo

Infatti con la tua preparazione viene spontaneo immaginarti in un musical. Raccontaci le tue esperienze

«La mia prima esperienza in un musical è stata con la prima edizione di Tutti Insieme Appassionatamente a cura della Compagnia dell’Alba con regia di Fabrizio Angelini dove ho interpretato Louisa VonTrapp, una dei sette figli del Comandante VonTrapp. Un altro musical che mi porto nel cuore è Club 2.7 scritto e diretto da Mary Ferrara e portato in scena al Brancaccino di Roma. Narra la storia della maledizione del club 27, che comprende noti artisti internazionali morti a 27 anni come Kurt Cobain o Amy Whynehouse  e artisti italiani maledetti, come ad esempio Mia Martini o Luigi Tenco. La mia ultima esperienza invece è stata nei panni di Cècile Sorel, amica di Coco Chanel, nel musical inedito di Mary Ferrara Mademoiselle C

Il cinema e la televisione, medium molto diversi dal teatro, ti attirano?

«A dire il vero non mi precludo alcuna strada anche se sono completamente diverse. Il teatro a mio avviso preserva il rapporto tra attore e spettatore, fungendo da tramite immediato di emozioni, è tutto in presa diretta e ogni sera è un’esperienza diversa dalla precedente anche se il copione rimane immutato. Nel cinema o in tv il rapporto con lo spettatore è meno diretto poiché filtrato da una videocamera. Se dovesse capitarmi l’occasione di recitare per questi media non mi tirerei indietro poiché penso sia un’occasione di crescita ed arricchimento professionale.»

Giulia Capuzzimato Foto

Hai lavorato spesso anche con bambini e ragazzi delle scuole. Cosa ti hanno lasciato queste esperienze? E ti piacerebbe in futuro insegnare alle nuove leve?

«Nonostante la fatica nell’approccio soprattutto con i bambini, parlando di insegnamento, lavorare con loro è sempre un caleidoscopio di emozioni. Mettono tutti loro stessi nella realizzazione dei progetti che insieme realizziamo e alla fine è sempre una grande soddisfazione che passa attraverso i loro sorrisi, le loro affettuosità. E anche attraverso i loro capricci quando non vogliono andare a casa dopo la lezione. Lavorare con i ragazzi più grandi, essendo così giovane, apparentemente può sembrare più facile ma di fatto non lo è, poiché essendo vicina a loro come età non sempre riconoscono l’autorità o la figura di insegnante. Bisogna dosare sapientemente “amicizia” e autorevolezza. Le soddisfazioni che ti donano sono impagabili. Mi piacerebbe in futuro continuare a lavorare con le nuove leve anche perché è un continuo scambio di idee, emozioni e fa crescere sia loro che me.»

Parliamo un po’ di Ortona, la tua città. C’è un posto che ti ispira particolarmente?

«Ho due posti in particolare che mi ispirano, il primo è il teatro. Ogni volta che entro in quella platea o salgo su quel palco mi perdo tra i miei pensieri, i miei sogni e soprattutto nei miei ricordi. Quando ero più piccola mi sembrava un teatro infinito, crescendo e vivendolo è sempre più diventato casa per me. Quelle tavole e quei camerini sono il lasciapassare per il mio paese delle meraviglie. Il secondo posto che mi ispira è il mare. In particolare il molo del Faro Rosso, essendo figlia di un comandante della Guardia Costiera il mare non può non essere il mio posto.  Andare a passeggiare su quel molo e sentire il rumore e il profumo del mare mi aiuta a liberare la mente e a sognare

Ortona è piccola ma parecchio attiva nel teatro e nell’arte in generale. Come ti trovi a gestire la tua passione nella nostra città?

«Effettivamente Ortona è un piccolo centro ma è stata la città che mi ha permesso di capire quale poteva essere la mia passione. Proprio la ricchezza di attività artistiche e culturali mi ha forgiato e spronato a seguire questa strada. Quando sono andata a Roma di certo non sapevo come sarebbe andata e mi sono resa conto che vivere in una metropoli non è facile, dal punto di vista economico, così quando ho finito ho valutato la possibilità di tornare ad Ortona con la possibilità di appoggio su Roma. Quello che poi ho realizzato in quest’ultimo anno è nato come necessità di continuare a perseguire le mie passioni. Sono stata fortunata, ho avuto la possibilità di collaborare con le scuole locali e poi di avviare dei laboratori teatrali per bambini e ragazzi in collaborazione con la Ludoteca “Il Girasole”; insomma nulla di programmato ma tutto frutto di una casualità. Essendo molto giovane continuo a fare provini e a seguire masterclass e stage formativi poiché il mio sogno è di calcare il palcoscenico.»

Secondo la tua esperienza, è possibile vivere solo di teatro e arte in tempi come i nostri, dove spesso la cultura è trattata quasi come un inutile orpello?

«Sarebbe un sogno riuscire a vivere di solo teatro ma, come hai ben detto, il lavoro dell’attore è sempre visto come un finto lavoro o come hobby; quindi, restando con i piedi per terra e tornando alla domanda precedente, continuerò a muovermi in questo campo attivandomi in altro modo. Non è impossibile vivere solo di questo ma devi arrivare ad essere un “nome” e per ora la strada è ancora molto lunga, certo spero di riuscirci.»

Un sogno che speri di realizzare realisticamente e uno proibito

«Tornare a calcare il palcoscenico con i miei compagni di sempre. Ritornare a fare spettacolo con la compagnia che mi ha cresciuta e mi ha visto muovere i miei primi passi nel mondo del Musical, “La Compagnia dell’Alba” oppure di ritrovarmi con i miei compagni di Accademia.
Un mio sogno Proibito è di riuscire a calcare i palchi di Broadway fino ad arrivare in Oriente, come in Cina o in Corea del Sud in modo particolare a Seoul, mi ha sempre affasciato l’Oriente e non mi dispiacerebbe viverlo in maniera concreta.»

Sei molto giovane ma hai già fatto un bel pezzo di strada, vorresti ringraziare qualcuno in particolare che ti ha aiutata o formata durante il percorso?

«Le persone da ringraziare sono tantissime, tutti quelli che ho incontrato mi hanno insegnato direttamente o indirettamente qualcosa ed hanno contribuito alla mia formazione. Ringrazio Rosalba e Pina Marzari che sono state le mie prime Maestre di danza, senza di loro questo sogno non sarebbe mai iniziato. Ringrazio l’Accademia dello Spettacolo nelle persone del Maestro Gabriele de Guglielmo per avermi avviato al canto e del Maestro Fabrizio Angelini per avermi mostrato il meraviglioso mondo del Musical. Tommaso Bernabeo e Alessia de Guglielmo per avermi trasmesso la passione per il teatro e la voglia di continuare a perseverare su questa strada. Ringrazio Antonio Nobili e tutti gli insegnanti dell’ Accademia di Arti Drammatiche Teatro Sena Tempo che mi ha permesso di crescere ulteriormente e di professionalizzarmi. Mary Ferrara che mi ha sostenuto e incoraggiato ed è stata come una seconda mamma. Tutti i compagni che ho conosciuto in questi anni, con cui ho condiviso sogni, delusioni, incertezze e spettacoli, proprio come una grande famiglia.
Infine il grazie più sentito e importante va alla mia famiglia. Mi ha spronato e mi ha aiutato con tutti i mezzi possibili e tutt’ora continua a farlo, sono la mia forza e lo saranno sempre.
“Se un sogno ha tanti ostacoli, vuol dire che è quello giusto.” Non penso esista frase migliore per racchiudere i miei sforzi e le mie aspirazioni.»

Giulia Capuzzimato, il teatro e Ortona: l’intervista ultima modifica: 2019-07-30T09:00:07+02:00 da Andrea La Rovere
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