STORIA

Missili di Ortona, gli anni di piombo in città

Missili Di Ortona

Tra le vicende poco note della nostra città ce n’è una pressoché sconosciuta ma molto importante, la storia dei missili di Ortona.

Gli anni ’70 in Italia, tra design e terrorismo

Per raccontare la storia dei missili di Ortona dobbiamo fare un passo indietro di quarant’anni, e tornare al 1979. Siamo alla fine degli anni ’70, la decade ancora oggi citatissima dal mondo della moda e del design, coi pantaloni a zampa d’elefante, l’avvento del rock progressivo, del punk e della disco music. Ma anche il decennio della crisi energetica, di Lauda alla Ferrari, del calcio totale dell’Olanda di Cruijff e del compromesso storico. Ma gli anni ’70 che si avvicinano al tramonto, in Italia sono soprattutto gli anni di piombo.

I missili di Ortona

La notte tra l’otto e il nove novembre a Ortona è una notte come tutte le altre. Il traffico è scarso se non nullo e la notte è fredda ma limpida; per i carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile, i NORM, è una noiosa notte d’autunno in cui viene istituito un normale posto di controllo. E, tra un automobilista dalla guida un po’ allegra e una patente scaduta, il crocevia della storia attende gli agenti dietro l’angolo. Viene fermato un vecchio furgone Peugeot, ma all’interno non ci sono tappeti persiani, come era d’uso all’epoca. All’interno ci sono due missili terra aria spalleggiabili Strela-2, SA-7 Grail per il codice NATO. La micidiale arma è di fabbricazione sovietica e dotata di sistema di guida autocercante a ricerca infrarossa di calore.

Missili Di Ortona

L’arresto dei tre corrieri

A bordo del furgone ci sono tre persone. Sono Daniele Pifano, Giorgio Baumgartner e Luciano Nieri. Si tratta di tre militanti dell’Autonomia operaia romana. Gli ultimi due, in particolare, fanno parte del Collettivo del Policlinico, mentre il primo è leader del Collettivo di via Volsci e membro a sua volta del Collettivo del Policlinico. I tre vengono tratti in arresto e portati alla Casa circondariale di Chieti, dove, interrogati nei giorni seguenti, si professeranno all’oscuro del loro ingombrante carico. Erano a Ortona perché volevano imbarcarsi per le Isole Tremiti.

Il sedicente universitario Saleh

L’indagine sui missili di Ortona è molto accurata; mettendo in relazione il transito nel porto della città della motonave Sidon con le attività del sedicente studente giordano a Bologna Abu Anzeh Saleh, il cui numero telefonico risulta tra le carte di Nieri, i Carabinieri procedono all’arresto dello stesso Saleh. Anche lui era, casualmente a suo dire, appena arrivato a Ortona dopo un rocambolesco viaggio in cui aveva fuso ben due auto, arrivando in ritardo, giusto in tempo per essere arrestato.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

In realtà Saleh è il rappresentante in Italia del FPLP, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Il gruppo, che verrà definito terroristico da USA e Unione Europea, è stato fondato nel 1967 sulla scia delle idee di George Habash, che ne è il capo. Il movimento si ripropone di liberare la Palestina fomentando una rivoluzione araba globale, e si rende protagonista di spettacolari atti terroristici, soprattutto dirottamenti, in Europa. Si tratta di un’organizzazione di stampo marxista-leninista. La vicenda dei missili di Ortona diventa così cruciale nella scoperta, che avverrà anni dopo, del Lodo Moro, dal nome di Aldo, il leader politico ucciso l’anno prima dalle Brigate Rosse.

George Habash

George Habash

Il Lodo Moro

Cos’era il Lodo Moro? Si trattava di un accordo tra il governo italiano e le organizzazioni di liberazione per la Palestina, volto a evitare sanguinosi attentati sul nostro territorio. L’intesa, verbale e segretissima, era stata cercata all’indomani del terribile attentato di Fiumicino del 1973, che causò la morte di ben 34 persone. Aldo Moro era allora il ministro degli esteri del governo Rumor, e l’accordo prevedeva il permesso di passaggio di armi palestinesi sul nostro territorio, in cambio di una sorta di tregua dal terrorismo. Secondo alcune ricostruzioni non supportate da sufficienti prove, alla morte di Moro, col governo Cossiga, l’accordo venne a cadere e i palestinesi, aiutati dall’organizzazione tedesca del terrorista Carlos, avrebbero perpetrato come ritorsione, la strage di Bologna. Questa, in realtà, secondo la versione ufficiale fu organizzata da gruppi neofascisti.

Aldo Moro

Aldo Moro

Processo e condanne

Tornando strettamente alla vicenda dei missili di Ortona, il processo si svolse per direttissima a Chieti appena un mese dopo. La difesa mirava appunto a stabilire che ci fosse un accordo tra lo Stato e i gruppi sovversivi che permetteva il passaggio di armi sul nostro suolo. Tuttavia i cinque imputati – in contumacia fu processato anche il capitano della Sidon – furono condannati a sette anni di reclusione, ridotti a cinque in appello. Si concludeva così la storia dei missili di Ortona, anche se più volte sarebbe tornata in auge in occasione di scoperte su quegli anni oscuri, entrando di diritto tra i Misteri d’Italia.

Missili di Ortona, gli anni di piombo in città ultima modifica: 2018-12-14T09:49:10+00:00 da Andrea La Rovere

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