STORIA

Palazzo Farnese, la travagliata storia dell’edificio

Palazzo Farnese nel 1936

Tra le strutture più prestigiose di Ortona c’è sicuramente Palazzo Farnese, oggi sede del Museo di Arte Contemporanea, ma la cui storia forse non tutti conoscono e che vale la pena riscoprire.

Margherita d’Asburgo a Ortona

Per raccontare le vicende di Palazzo Farnese occorre tornare alla fine del ‘500, quando l’Italia era ancora suddivisa in un’infinità di ducati, signorie e piccoli stati. Nel 1582, Margherita d’Asburgo, nota come Margherita d’Austria o di Parma, acquistò Ortona da Orazio di Lannoy, principe di Sulmona nonché conte di Venafro, e vi si stabilì per controllare i suoi possedimenti abruzzesi.

Margherita di Asburgo

Margherita di Asburgo

Margherita, la cui storia andrebbe raccontata più diffusamente, fu duchessa di Firenze, di Parma e Piacenza e governatrice dei Paesi Bassi spagnoli; era anche moglie di Ottavio Farnese, nipote di Papa Paolo III, ma soprattutto era la figlia naturale ma legittimata di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. Ovunque si distinse per il suo equilibrio e le capacità di governare.
Appena giunta a Ortona, la Madama – così amava farsi chiamare – decise di costruire un grande palazzo, degno del suo prestigio. Anche grazie all’influenza del cognato, il potente cardinale Alessandro Farnese, il progetto venne affidato a Giacomo Della Porta, uno di quelli che oggi chiameremmo “archistar”, tale era la sua fama come architetto.

La costruzione di Palazzo Farnese

Come sito per alloggiare il sontuoso edificio, fu scelto un colle che dominava il mare Adriatico; il terreno venne per una parte donato dalla comunità, mentre per la restante avvenne un discusso esproprio ai danni della locale comunità di frati francescani, che in quel luogo curava un orto con vista sul mare. Pare che i prelati non presero benissimo la situazione, tanto da lasciare Ortona per protesta e non farvi ritorno prima di quasi dieci anni.
Il 12 marzo del 1584, durante una solenne cerimonia furono gettate le fondamenta. Per l’occasione Margherita fece coniare tre speciali monete in bronzo e le seppellì sotto ciascun angolo. Le monete vennero ritrovate casualmente nel 1882 in occasione di alcuni lavori per cui fu necessario minare il terreno, ma andarono poi perdute.

Palazzo Farnese oggi

Palazzo Farnese oggi

Il progetto di Della Porta prevedeva per Palazzo Farnese una forma quadrangolare. Ogni lato misurava poco meno di 50 metri con undici finestre per lato. L’imponente portone misurava sette metri d’altezza e 3,34 di larghezza, misure scelte non a caso ma modellate sul tipo di carrozza usato da Margherita.
Ortona era all’epoca un piccolo centro, seppure di discreta importanza, e Palazzo Farnese fu una vera rivoluzione sia per le dimensioni generose che cambiarono l’aspetto del paese, sia per l’impatto del cantiere che richiedeva una grande manodopera, anche specializzata.

Dopo la morte della Madama

Tuttavia la storia dell’edificio non fu così fortunata; Della Porta, impegnatissimo, affidò i lavori a collaboratori fidati, ma gli errori commessi furono tali da deviare dal progetto originale in più punti. Margherita morì nel 1586 col palazzo ancora incompiuto e i lavori si interruppero.
Alla fine del ‘700 i possedimenti dei Farnese furono incamerati dal Regno di Napoli, che vendette il palazzo alla famiglia Berardi. Fu così che questi, nel 1840, completarono il progetto originale.

Palazzo Farnese visto dalla Passeggiata Orientale

Palazzo Farnese visto dalla Passeggiata Orientale

Da allora Palazzo Farnese ha ospitato le prigioni, la Pretura, un albergo, un’arena di spettacoli prima di essere destinato all’abitazione civile. Nel ‘900 la proprietà passò al comune che, dopo alcuni discutibili interventi strutturali, l’ha finalmente dedicato a un uso culturale più consono. Oggi infatti Palazzo Farnese ospita il Museo di Arte Contemporanea, l’Emeroteca comunale, la Pinacoteca Cascella e una selezione di opere degli artisti Costanzo e Massari.

Palazzo Farnese, la travagliata storia dell’edificio ultima modifica: 2018-10-22T10:52:20+00:00 da Andrea La Rovere

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