ARTE PERSONAGGI

Michele Cascella, un paesaggista fra le Avanguardie

foto di Michele Cascella

Tra le personalità di spicco a cui Ortona ha dato i natali c’è un grande pittore del Novecento a cui la critica soltanto oggi sta dando la giusta considerazione. Si tratta di Michele Cascella, che con le su vibranti cromie e i suoi incantevoli paesaggi ha saputo dare grande dignità alla pittura crepuscolare.

Biografia dell’artista

Michele Cascella nasce ad Ortona il 7 settembre 1892. Il suo destino di pittore è pressoché già scritto, poiché il padre Basilio avviò sia lui sia il fratello Tommaso verso questa professione. Ed è proprio con quest’ultimo, due anni più grande di lui, che Michele espone i suoi primi lavori. La sua attività si intensifica, ma l’artista trova anche il tempo per collaborare, nel 1914 e nel 1915, ai disegni della rivista mensile d’arte La Grande Illustrazione, pubblicata proprio dal padre Basilio. Dopo il suo coinvolgimento al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, Michele Cascella riprende la sua attività. Nel 1919 tiene una mostra personale alla Galleria Bragaglia di Roma, dove conosce il futurista Carlo Carrà. Grazie a questo incontro, la mostra viene trasferita alla Galleria Lidel di Milano, città in cui frequenta il poeta Clemente Rebora, la cui amicizia sarà fonte di ispirazione per molte sue opere.

Michele Cascella - dipinto Barche Di Portofino

Michele Cascella, Barche di Portofino, serigrafia su lastra, 30×40 cm. Fonte: Pisacane Arte

Nel 1937, a Parigi, riceve la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale. L’anno successivo realizza le scenografie per la Margherita da Cortona rappresentata al Teatro alla Scala. Nel frattempo si trasferisce a Portofino, i cui magnifici scenari diventano un soggetto ricorrente nelle sue opere. La sua crescente importanza gli permette, nell’edizione del 1948 della Biennale di Venezia di avere una sala personale. Gli anni cinquanta rappresentano quelli dell’internazionalizzazione del suo lavoro, che lo porta ad esporre anche in Sudamerica e negli Stati Uniti, dove risiede per lunghi periodi. L’ultimo periodo artistico, infine, è caratterizzato da una nuova fase artistica neoimpressionista, che mostra una rinnovata freschezza della sua opera. Cascella viene a mancare il 31 agosto del 1989 e, nonostante, la discreta considerazione ricevuta in vita, si ha la sensazione che il suo lavoro ben presto finirà nel dimenticatoio. Non sarà così.

Un artista per il grande pubblico

Sin dalle prime opere, Michele Cascella dimostra un grande talento come colorista. Le sue tecniche nel trattare il colore riescono a dare vita a delle opere di natura impressionista, senza però escludere elementi di chiara ispirazione simbolista. Il grande merito dell’artista è quello di ridare dignità ad un genere, quello paesaggista, che è in forte crisi. In particolare i paesaggi di Portofino, città in cui risiede nel 1938, diventa uno dei suoi soggetti maggiormente ricorrenti. Cascella, inoltre, dimostra di non essere avulso dalla situazione pittorica internazionale. Oltre all’influenza impressionista è possibile rilevare, in alcuni suoi lavori, di alcuni elementi del primitivismo derivato da Gauguin. Allo stesso tempo, si deve riconoscere a Cascella il merito di aver mantenuto la pittura su un piano maggiormente popolare rispetto alla tendenza intellettualista del XX secolo.

Michele Cascella - dipinto Campo Di Papaveri

Michele Cascella, Campo di papaveri, pastello su carta, cm 80×103, 1980. Fonte: Archimagazine

A fare una straordinaria sintesi sulla considerazione e sul lavoro dell’artista fu Vittorio Sgarbi in una retrospettiva dedicata a Cascella a Francavilla al Mare nel 2008. Il critico, infatti, spiega come il suo lavoro fosse visto come troppo commerciale quando l’artista era in vita. Nonostante questo, però, le sue opere non sono mai passate di moda e oggi, ancor di più rispetto a quaranta anni fa, sono considerate e apprezzate. «Diciannove anni dalla morte sarebbero bastati a spazzarlo via non solo dalla memoria dei critici, ma anche del grande pubblico. E invece, eccolo ancora fra noi, eccoci ancora ad occuparci di lui».

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Michele Cascella, un paesaggista fra le Avanguardie ultima modifica: 2019-05-14T09:00:27+02:00 da Luigi Bove

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